Archivio degli autori Fabrizio Sordini

Ministero dell’interno: i concorsi in scadenza per vice ispettore tecnico del ruolo degli ispettori tecnici della Polizia di Stato

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami n. 54 del 8 luglio 2022 sono stati pubblicati 4 nuovi concorsi pubblici per la copertura dei seguenti posti:

  • ventiquattro (24) posti di vice ispettore tecnico del ruolo degli ispettori tecnici della Polizia di Stato nel settore di impiego equipaggiamento;
  • dodici (12) posti di vice ispettori tecnici del ruolo degli ispettori tecnici della polizia di Stato del settore di impiego psicologia;
  • dodici (12) posti di vice ispettore tecnico del ruolo degli ispettori tecnici della Polizia di Stato nel settore di impiego polizia scientifica;
  • cinquanta (50) posti di vice ispettore tecnico del ruolo degli ispettori tecnici della Polizia di Stato nel settore motorizzazione.

Ente che ha bandito i concorsi: Ministero dell’Interno
Scadenza di presentazione delle domande: 7 agosto 2022
Link ai bandi:
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/concorsi/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-07-08&atto.codiceRedazionale=22E08752

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/concorsi/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-07-08&atto.codiceRedazionale=22E08753

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/concorsi/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-07-08&atto.codiceRedazionale=22E08754

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/concorsi/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-07-08&atto.codiceRedazionale=22E08755

Possono partecipare alle selezioni coloro che sono in possesso di titoli di studio che se, diplomi di laurea laurea magistrale o titoli equiparati o equipollenti, devono essere conseguiti presso una Università della Repubblica italiana o un Istituto d'istruzione universitaria equiparato.

Le domande di partecipazione ai singoli concorsi devono essere compilate e trasmesse utilizzando esclusivamente la procedura informatica disponibile all'indirizzo https://concorsionline.poliziadistato.it (dove si dovrà cliccare sull'icona «Concorso pubblico»).

A quest’ultima procedura informatica, il candidato potrà accedere attraverso i seguenti strumenti di autenticazione:
a.    sistema pubblico di identità digitale (SPID), con le relative credenziali (username e password), che dovrà previamente ottenere rivolgendosi a uno degli identity provider accreditati presso l'Agenzia per l'Italia digitale (A.G.I.D.), come da informazioni presenti sul sito istituzionale www.spid.gov.it
b.    sistema di identificazione digitale «Entra con CIE» con l'impiego della CIE (Carta di identità elettronica), rilasciata dal Comune di residenza.

Il concorso si articola nelle seguenti fasi:
a)    prova preselettiva, qualora sia disposta (nel caso in cui il numero delle domande di partecipazione sia complessivamente superiore alle 5.000);
b)    accertamenti psico-fisici;
c)    accertamento attitudinale;
d)    prova scritta;
e)    valutazione dei titoli dei candidati che abbiano superato le prove precedenti;
f)    prova orale.

Concorso per 4189 allievi carabinieri in ferma quadriennale

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami n. 55 del 12 luglio 2022 è stato pubblicato un nuovo concorso pubblico, per esami e titoli, per il reclutamento di quattromilacentottantanove allievi carabinieri in ferma quadriennale
Ente che ha bandito il concorso: Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
Scadenza di presentazione della domanda: 11 agosto 2022
Link al bando:
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/concorsi/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-07-12&atto.codiceRedazionale=22E09009

I posti a concorso sono così ripartiti:
a) 2.910 riservati, ai sensi dell'art. 703 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) e ai volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4), in servizio;
b) 1.247 riservati, ai sensi degli articoli 703, 706 e 707, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, ai cittadini italiani che non abbiano superato il ventiseiesimo anno di età; il limite massimo d’età è elevato a ventotto anni per coloro che abbiano già prestato servizio militare;
c) 32 (di cui 22 tratti dai VFP e 10 tratti dai civili) riservati, ai sensi del decreto legislativo 21 gennaio 2011, n. 11, ai candidati in possesso dell'attestato di bilinguismo di cui all'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752 e successive modificazioni.

La domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata esclusivamente on-line, avvalendosi della procedura disponibile nell'area concorsi del sito ufficiale dell'Arma dei carabinieri (www.carabinieri.it).

Per poter presentare la domanda di partecipazione è necessario, munirsi per tempo di uno tra i seguenti strumenti di identificazione:
a.    credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) con livello di sicurezza 2 che consentano l'accesso ai servizi on-line della pubblica amministrazione attraverso l'utilizzo di nome utente, password e la generazione di un codice temporaneo (one time password). Le istruzioni per il rilascio di SPID sono disponibili sul sito ufficiale dell'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) all'indirizzo www.spid.gov.it;
b.    idoneo lettore di smart-card installato nel computer per l'utilizzo con carta nazionale dei servizi (CNS) precedentemente attivata presso gli sportelli pubblici preposti, i quali provvedono a rilasciare un PIN.

Lo svolgimento del concorso prevede l'effettuazione di:
a.    prova scritta di selezione;
b.    prova di efficienza fisica;
c.    accertamenti psicofisici per la verifica dell’idoneità psicofisica;
d.    accertamenti attitudinali;
e.    valutazione dei titoli.

I candidati giudicati idonei al termine di tutte le prove saranno iscritti in quattro distinte graduatorie finali di merito, le quali saranno formalizzate non appena terminato ciascun iter concorsuale.

Le graduatorie, una per ciascuna delle categorie indicate, saranno formate sommando al punteggio conseguito nella prova scritta di selezione gli incrementi previsti per la prova di efficienza fisica, gli accertamenti psicofisici, la mancanza di tatuaggi e per la valutazione dei titoli.

Forfettari, dal 1° luglio obbligo di fattura elettronica

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi […] ha approvato un decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”: così il Governo ha annunciato l’approvazione di un testo che ancora non è disponibile in versione ufficiale, ma dalla cui bozza trapelano grosse novità per le Partite IVA in regime forfettario.

Per tutti coloro i quali hanno scelto questo regime fiscale, infatti, viene per la prima volta introdotto l’obbligo della fatturazione elettronica. Un piccolo cambio formale, insomma, ma che impatta su qualcosa come 1,5 milioni di Partite IVA in tutta Italia.

Fattura Elettronica per i forfettari

Il regime forfettario è una opzione di comodità e vantaggio per tutti coloro i quali hanno scelto la flat tax al 15%: si tratta di una scelta accessibile per ogni Partita IVA che possa contare su un reddito annuo fino a 65 mila euro ed alla quale molti piccoli professionisti hanno aderito per poter semplificare la contabilità, ridurre l’imposizione fiscale e poter concentrare il proprio tempo più sul lavoro che non sulla burocrazia della contabilità fiscale.

Sebbene per tutte le aziende vi fosse ormai da tempo l’obbligo di fatturazione elettronica, per il regime forfettario questo vincolo non era ancora scattato. Si trattava di una scelta coerente con un regime che voleva semplificare la gestione della Partita IVA, ma a distanza di anni l’inerzia del cambiamento è venuta meno: oggi, anzi, è ben più utile e vantaggioso portare tutte le Partite IVA verso la fatturazione elettronica ed evitare il doppio canale.

Molti aspetti già suggerivano ai forfettari di propendere per la fatturazione elettronica adeguandosi allo standard di ogni altra azienda: favorisce la gestione dell’archivio fatture, permette un più semplice abbinamento tra fatture e pagamenti, allinea le procedure a quelle di altre aziende da cui si compra o si acquista (e che da tempo non utilizzano più il cartaceo). Ora quel che era opportuno diventa obbligatorio: dal 1 luglio anche le Partite IVA in regime forfettario dovranno dotarsi di quanto necessario per produrre fatture elettroniche invece di fatture tradizionali cartacee.

Tutto come previsto, insomma: da tempo questa misura era nell’aria per ampliare ulteriormente gli spazi utili per controlli fiscali facilitati ed il tutto trova ora concretezza nel quadro degli adempimenti previsti in ottica PNRR. Compresi nel provvedimento vi sono anche le Associazioni Sportive Dilettantistiche e gli enti del terzo settore: per tutte queste categorie il 2022 sarà dunque a gestione promiscua con 6 mesi in fattura tradizionale e 6 mesi in fattura elettronica, per poi approdare al 2023 completamente allineati sul nuovo regime.

L’unica deroga emersa dal testo è relativa ai professionisti in regime forfettario che non superino i 25 mila euro di ricavi o compensi. Fino al 2024 potranno restare sulle modalità tradizionali in virtù del basso volume d’affari registrato, ma è in ogni caso consigliabile per tutti partire con la nuova modalità: è un punto fermo della gestione fiscale del futuro e nessuna Partita IVA può ignorare questo inevitabile cambio di paradigma.

Per tutti i forfettari che hanno ora due mesi di tempo per passare alla fatturazione elettronica, la CFPS, partner di Danea Soft, mette a disposizione un software dedicato che semplifica la vita e migliora il lavoro. Per qualsiasi Partita IVA sarà immediata la comprensione di quanto la digitalizzazione di questi processi possa facilitare e velocizzare molte pratiche e regalare quindi tempo e performance alla propria attività.

Se non ha il bollino verde non è vera fibra

Se non ha il bollino verde, non è vera fibra. Sebbene le cose da sapere sulle differenti soluzioni tecnologiche disponibili siano molte, al consumatore finale è sufficiente questa elementare indicazione iconica con cui l'AGCOM ha voluto fare chiarezza una volta per tutte e sgombrare il mercato da operazioni di marketing che avrebbero potuto generare confusione.

La fibra è una cosa seria, insomma, e quando un utente acquista un servizio di connettività in fibra ha il dovere di verificare che il bollino sia corretto: se non si tratta di bollino verde, allora significa che si sta andando incontro ad un compromesso e che le performance che se ne otterranno non sono quelle della vera fibra.

Per maggiore chiarezza: la Fibra di Aruba è etichettata con bollino verde dal semaforo AGCOM: nelle spiegazioni seguenti sarà chiaro perché ciò rappresenti il massimo valore possibile per la comprensione delle performance raggiungibili.

Bollino verde, bollino giallo, bollino rosso

Bollino verde

Bollino verde (e lettera “F”) significa che si è di fronte ad una connessione FTTH (Fiber to the Home), ossia una linea in fibra fino all'abitazione. Nessun compromesso, nessuna interruzione, nessuna tecnologia alternativa e complementare: solo ed unicamente fibra, per servire le massime performance possibili.

Bollino giallo
Bollino giallo (e lettera “FR”) significa che si è di fronte ad una duplice possibilità: una connessione mista Fibra-Rame o una connessione mista Fibra-Radio. La differenza sta nel cosiddetto “ultimo miglio”, ossia il tipo di tecnologia utilizzata nell’ultima tratta verso l’abitazione. Quando questo completamento non è in fibra, infatti, viene a crearsi un inevitabile collo di bottiglia che rallenta le performance sulla base delle limitazioni tecniche tanto del doppino in rame, quanto dell’FWA. In prospettiva quest’ultima tratta potrà essere implementata in 5G, riducendo così l’impatto di un ultimo miglio senza fibra, ma ad oggi i compromessi sono al ribasso in termini di performance e ciò fa meritare a questa configurazione un bollino giallo.

Bollino rosso

Bollino rosso (e lettera “R”) significa l’uso di Rame o Radio, due tecnologie scevre completamente di Fibra e dunque impossibilitate a fornire performance all’altezza. Fanno parte di questa categoria le vecchie e diffusissime ADSL, vero e proprio pantano in cui si è arenata la connettività italiana per troppi anni.

ADSL, FTTC/FWA, FTTH

Distinguere tra le diverse tipologie di connessione (partendo chiaramente dall’intuitività dei bollini colorati voluti dall’AGCOM) significa comprendere il significato delle varie sigle proposte dagli operatori e, di conseguenza, le performance realmente raggiungibili.

L’obiettivo dell’Italia è quello di allontanarsi dal bollino rosso dell’ADSL, che in condizioni ottimali può arrivare a 20Mbps (e la semplice distanza dalla centrale di derivazione deprime progressivamente le performance in modo irrimediabile).

L’approdo all’FTTH ed al bollino verde è chiaramente la massima ambizione, ed a questo si sta lavorando con il Piano Italia a 1 Giga. Proprio quota 1 Gbps è infatti l’orizzonte ideale a cui la tecnologia può oggi portare la connettività nelle case e nelle aziende. FTTH significa istantaneità, streaming, latenza annullata, qualità ai massimi livelli.

Le soluzioni che aprono al bollino giallo (FTTC o FWA, ossia Fiber to the Cabinet e Fixed Wireless Access) sono compromessi che risolvono i guai dell’ultimo miglio cercando di arrivare rapidamente ad una soluzione accettabile di velocità e performance. In questi casi la velocità raggiungibile è nell’ordine dei 100/300Mbps, decisamente al di sotto rispetto a quel che la fibra potrebbe offrire. In tal senso l’opinione dell’Autorità antitrust è stata però chiara: attenzione alle soluzioni che non aprono ad un reale salto di qualità, poiché potrebbero diventare il collo di bottiglia di domani. Sia le politiche di investimento che le scelte dei cittadini siano quindi orientate in questa direzione, poiché è solo nella vera connessione in pura fibra “FTTH” che è possibile attingere alla banda Ultralarga.

FTTH FTTC

Solo il bollino verde è vera fibra

Gran parte dell’Italia è in bollino rosso, ma c’è una fascia di bollini gialli che sta tentando di mettere un piede nel futuro. E poi c’è Open Fiber, l’operatore che ha portato il bollino verde in più di 2500 comuni e che sta lavorando per aumentare ulteriormente la copertura del Paese con una linea FTTH. Fibra al 100%, per innervare l’Italia intera con una rete ad alte performance ed in grado di connettere davvero la provincia con il mondo e viceversa. Con Open Fiber (sulle cui infrastrutture è veicolato il servizio della Fibra di Aruba) non c’è compromesso alcuno: la velocità è quella massima garantita da una connessione al 100% in fibra, proiettata al raggiungimento di quel “1 Gbps” che per molti rimane ad oggi ancora un apparente miraggio.

L’AGCOM non ha messo in piedi soltanto il cosiddetto “semaforo”, utile a comprendere con un semplice colpo d’occhio il tipo di connessione che si sta scrutinando, ma ha anche dettato chiare regole per i lavori di infrastrutturazione presso condomini, cortili e aree comuni. L’obiettivo era quello di creare standard operativi che potessero velocizzare il cablaggio in queste situazioni, favorendo le autorizzazioni necessarie e la valutazione degli oneri correlati. Nessun ostacolo deve infatti più frapporsi tra le ambizioni del Paese e la messa a terra delle dorsali e dei terminali: la fibra sta per arrivare ovunque ed i piani di investimento, nutriti dal fondamentale aiuto del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza per la costruzione della Gigabit Society, ne saranno volàno fondamentale.

Concorso segretari comunali: necessaria una PEC per iscriversi

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami n. 89 del 9 novembre 2021 è stata pubblicata una selezione molto interessante: il concorso pubblico, per esami, per l’ammissione di quattrocentoquarantotto borsisti al corso-concorso selettivo di formazione per il conseguimento dell'abilitazione richiesta ai fini dell'iscrizione di trecentoquarantacinque segretari comunali nella fascia iniziale dell'Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali.

Ente che ha bandito il concorso: Ministero dell’interno
Scadenza di presentazione della domanda: 9 dicembre 2021
Link al bando di concorsohttps://www.gazzettaufficiale.it/atto/concorsi/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-11-09&atto.codiceRedazionale=21E12576

Per partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di una delle seguenti lauree magistrali (o di altro titolo alle stesse equiparato):

  • LM-56 Scienze dell'economia;
  • LM-77 Scienze economico-aziendali;
  • LMG/01 Giurisprudenza;
  • LM-87 Servizio sociale e politiche sociali;
  • LM-52 Relazioni internazionali;
  • LM-62 Scienze della politica;
  • LM-63 Scienze delle pubbliche amministrazioni;
  • LM-81 Scienze per la cooperazione allo sviluppo;
  • LM-88 Sociologia e ricerca sociale;
  • LM-90 Studi europei.

La domanda di ammissione al concorso deve essere inoltrata solo per via telematica e compilando l’apposito modulo elettronico sul sistema “Step-One 2019” (reperibile su Internet all’indirizzo «https://app.scanshareservice.it/albo-nazionale-segretari/coa2021»).

Nella domanda di partecipazione alla selezione i candidati devono obbligatoriamente indicare un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) personalmente intestato.

I candidati dovranno sostenere due prove scritte e una prova orale, oltre ad una prova preselettiva.

La prima prova scritta avrà ad oggetto argomenti di carattere giuridico, con specifico riferimento al diritto costituzionale e/o diritto amministrativo e/o ordinamento degli enti locali e/o diritto privato, mentre la seconda verterà su argomenti di carattere economico e finanziario-contabile, con specifico riferimento ad economia politica, scienza delle finanze e diritto finanziario e/o ordinamento finanziario e contabile degli enti locali, nonché management pubblico.

La prova preselettiva consisterà nella risoluzione di 70 quesiti a risposta multipla tesi a valutare la conoscenza delle materie oggetto delle prove scritte e orali, nonché dell'uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche maggiormente diffuse, della lingua inglese e del ragionamento logico, deduttivo e numerico.

Se non si dispone di una P.E.C. personale, puoi procedere alla richiesta di attivazione cliccando qui.

Concorso INPS per 1858 posti: necessaria una PEC per iscriversi

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami n. 78 del 1° ottobre 2021 è stata pubblicata una selezione molto interessante: il concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di milleottocentocinquantotto posti di consulente protezione sociale, area C.

Ente che ha bandito il concorso: Istituto nazionale della previdenza sociale
Scadenza di presentazione della domanda: 2 novembre 2021
Link al bando di concorsohttps://www.gazzettaufficiale.it/atto/concorsi/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-10-01&atto.codiceRedazionale=21E11068

La selezione si rivolge ai candidati in possesso di una laurea magistrale/specialistica (o di diploma  di  laurea «vecchio ordinamento») in una delle seguenti discipline: finanza, ingegneria gestionale, relazioni  internazionali, scienze dell'economia, scienze della politica, scienze delle  pubbliche  amministrazioni, scienze economiche per l'ambiente  e  la  cultura,  scienze economico-aziendali, scienze per la cooperazione  allo sviluppo, scienze  statistiche, metodi  per l'analisi  valutativa dei sistemi  complessi,  statistica demografica e sociale, statistica  economica finanziaria  ed attuariale, statistica per  la ricerca sperimentale, scienze statistiche  attuariali e  finanziarie, servizio sociale e politiche sociali, programmazione e gestione  delle politiche e dei servizi sociali, sociologia e ricerca  sociale, sociologia, metodi  per  la  ricerca  empirica  nelle scienze sociali, studi europei, giurisprudenza, teoria  e  tecniche  della  normazione e dell'informazione giuridica.

I concorrenti possono inoltrare la loro candidatura esclusivamente per via telematica compilando il modulo elettronico e utilizzando l’applicazione disponibile all’indirizzo «www.inps.it».

Nella domanda di partecipazione alla selezione deve essere obbligatoriamente indicato un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) personalmente intestato al candidato; al predetto indirizzo, infatti, la Pubblica Amministrazione invierà tutte le comunicazioni inerenti al concorso. In questa pagina puoi procedere all'acquisto e successivamente all'attivazione della tua PEC.

I candidati dovranno sostenere due prove scritte e una orale: nella prima prova scritta saranno valutate le conoscenze nelle seguenti materie: bilancio e contabilità pubblica, pianificazione, programmazione e controllo e organizzazione e gestione aziendale, diritto amministrativo e costituzionale, diritto del lavoro e legislazione sociale. La seconda, invece, avrà ad oggetto scienza delle finanze, economia del lavoro, elementi di economia politica, diritto civile ed elementi di diritto penale.

I concorrenti, nel corso della prova orale, dovranno dimostrare le loro conoscenze nelle materie già indicate nelle prove scritte nonché in inglese ed informatica.

Se il numero delle domande di partecipazione pervenute sarà superiore a 25000, sarà espletata anche una prova preselettiva consistente nella risoluzione di quesiti a risposta multipla di carattere psicoattitudinale, logica, lingua inglese e cultura generale.

Nella votazione finale raggiunta da ciascun candidato avranno un ruolo importante anche i titoli dallo stesso posseduti; infatti, in questa selezione vengono assegnati fino ad un massimo di 30 punti per la valutazione dei seguenti titoli:

  • voto con cui è stata conseguita la laurea che consente l’accesso al concorso;
  • master di secondo livello in una delle materie attinenti al profilo del bando;
  • dottorato relativo ad una delle materie attinenti alla selezione;
  • ulteriore laurea magistrale fra quelle rilevanti per l’accesso al concorso;
  • certificazione di conoscenza informatica almeno a livello base;
  • certificazione - in corso di validità - di conoscenza della lingua inglese pari almeno al livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento.

Fattura elettronica per il regime forfettario: possibile obbligo in arrivo dal 2022

Le partite IVA in regime forfettario, a lungo rimaste escluse dall’obbligo di fatturazione elettronica, potrebbero veder cambiare la propria situazione a partire dal prossimo anno.

Possibile novità in arrivo per le circa 1,5 milioni di partite IVA in regime forfettario: a partire dal 2022 il Governo potrebbe estendere l’obbligo di fatturazione elettronica anche a chi usufruisce del regime agevolato “a forfait”. Potrebbero essere coinvolti, in pratica, anche le realtà con volumi di affari al di sotto dei 65.000 euro in regime forfettario, per cui era prevista solo l’adesione su base volontaria in cambio della riduzione di un anno dei termini di decadenza per gli avvisi di accertamento fiscale (Da 5 a 4 anni). Erano rimaste escluse dall’obbligo anche le associazioni e le società sportive dilettantistiche e sembra che per queste l’esenzione possa permanere.

Conferma del Regime Forfettario nel 2022, ma con fatturazione elettronica

Abbandonate definitivamente le proposte sull’abolizione del regime forfettario, il Governo sembra adesso convinto della sua necessaria conferma a patto che si riescano ad adottare misure opportune per ridurre e controllare l’evasione fiscale.

Introdotta inizialmente solo per i rapporti con la Pubblica Amministrazione, dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica è stata estesa anche a una quota importante di operatori economici come misura di contrasto all’evasione nelle transazioni tra privati. I risultati sono stati così incoraggianti da spingere gli organi competenti a valutare una sua ulteriore estensione e, già dallo scorso aprile, la direttrice generale delle Finanze, Fabrizia Pecorella, ha presentato la proposta dell’esecutivo da sottoporre all’approvazione di Bruxelles.

Fattura elettronica per i forfettari: i vantaggi per i contribuenti e la Pubblica Amministrazione

Questa ipotesi di riforma permetterebbe allo Stato italiano di proseguire il suo percorso di digitalizzazione del Fisco come contromisura al fenomeno delle frodi e dell’evasione fiscale. L’obiettivo è quello di realizzare una Pubblica Amministrazione più snella, rapida ed efficiente con un archivio digitale aggiornato, sicuro e facile da consultare.

Per quanto riguarda i contribuenti, invece, il Governo rileva che la fatturazione elettronica non ha portato particolari criticità agli operatori economici fino ad oggi coinvolti (se si ignorano le naturali difficoltà delle prime settimane di estensione). Imprese e professionisti hanno facilmente adottato la nuova modalità utilizzando software di fatturazione elettronica e gestionali.

La progressiva digitalizzazione dei processi, inoltre, ha aiutato le aziende a snellire molto la burocrazia interna con meno sprechi di tempo e una migliore gestione dei documenti. I dati sulle transazioni gestite sono molto interessanti e nel 2020 la fattura elettronica ha coperto più di 2 miliardi di gettito fiscale.

Molte sono inoltre le partite IVA forfettarie che, pur non essendo obbligate, hanno deciso di aderire su base volontaria alla fatturazione elettronica.

E-fattura, la situazione attuale: i vantaggi per chi aderisce su base volontaria

In vista della possibile estensione dell’obbligo, ricordiamo che ai contribuenti in regime forfettario è già consentita l’adesione su base volontaria alla fatturazione elettronica. La scelta verso questa direzione è incentivata da una serie di vantaggi significativi che possono migliorare sensibilmente la gestione del business.

Fatturazione elettronica, i vantaggi percepiti dai forfettari:

  • Accertamenti fiscali
    Riduzione da 5 a 4 anni dei tempi di accertamento per chi emette soltanto fatture elettroniche. È prevista anche un’ulteriore riduzione da 5 a 3 anni per i casi in cui i forfettari utilizzino anche strumenti di pagamento tracciati per operazioni di ammontare superiore a 500,00 euro.
  • Conservazione sostitutiva
    Risparmio notevole sui costi stampa e la conservazione dei documenti. L’Agenzia delle Entrate mette anche disposizione gratuitamente un servizio dedicato.
  • Contabilità più semplice
    La contabilizzazione dei dati è più semplice e il rapporto con il consulente molto più rapido. Il commercialista è oggi sempre più digitale ed in grado di interagire molto più rapidamente con gli imprenditori che adottano nuovi strumenti come fatturazione elettronica e software gestionali. Basti pensare che l’acquisizione di una fattura sotto forma di file xml favorisce e velocizza le operazioni di trasmissione dei dati con meno costi, errori e senza fastidiose fotocopie.
  • Gestione dei rapporti
    Migliore gestione dei rapporti tra clienti e fornitori per il controllo dei pagamenti e non solo. Inoltre, non sono assolutamente da trascurare le agevolazioni dei rapporti con i soggetti obbligati come le imprese che si trovano in regime ordinario o semplificato. I forfettari che adottano su base volontaria la fatturazione elettronica possono dialogare da pari con i soggetti obbligati dal momento che adottano lo stesso sistema.
  • Semplificazioni gestionali
    Adottando la fatturazione elettronica e utilizzando un buon software di fatturazione come Easyfatt, sarai in grado di mettere ordine nella gestione della tua attività in modo semplice e veloce. Avrai la possibilità di gestire rapidamente preventivi, anagrafiche, fatture proforma senza perdere troppo tempo con documenti cartacei, file xml o docx. In pochi click potrai trasformare preventivi in fatture ed emettere quelle elettroniche.

Windows 11: potrebbe essere rilasciato il 20 ottobre

L'indizio postato su Twitter, ufficialità a breve

Da Microsoft arriva un forte indizio sulla data di rilascio di Windows 11, il nuovo sistema operativo per computer. Il gruppo ha infatti pubblicato un tweet che mostra semplicemente la schermata iniziale del sistema, con un particolare che non è sfuggito a molti, in modo particolare al sito Betanews.

Si vede infatti, in basso sulla barra delle applicazioni, un orario e una data ben precisi.

Le icone riportano infatti il 20 ottobre alle ore 11:11. Difficile si tratti di una casualità, visto che già nei mesi scorsi Microsoft ha utilizzato il particolare numero per riferirsi al prossimo OS. E poi, perché indicare proprio il 20 ottobre e non un qualsiasi giorno di agosto? Secondo quanto affermato da Zac Bowden di Windows Central, Microsoft potrebbe annunciare la data di rilascio entro un paio di settimane. Il colosso di Redmond aveva già dichiarato che Windows 11 sarà rilasciato in tempo per le festività natalizie, senza però fornire un riferimento temporale specifico. Windows 11 è disponibile per i beta tester da un paio di mesi e, sebbene il sistema operativo sembri stabile, manca ancora di diverse funzionalità chiave annunciate in anteprima. Tra queste, il supporto per le app Android, una delle funzioni più richieste dagli utenti, svelata a giugno durante l'evento online dedicato.

Tornando ad un antenato di Windows 11, in questi giorni Microsoft ha pubblicato in Giappone la Windows XP 20th Anniversary Edition, un pacchetto celebrativo del ventennale dello storico sistema operativo. Al suo interno, cd commemorativi delle edizioni precedenti, privi dell'OS, e altre chicche da collezione, come francobolli e adesivi.

Truffa online: attenti al malware che cambia l’IBAN nei pdf

Online sono sempre più frequenti le truffe informatiche con sostituzione dell’IBAN in fattura. Ecco come proteggersi

Online si sta diffondendo sempre di più la truffa dell’IBAN sostituito in fattura. Si tratta di una strategia criminale che attraverso malware (programmi malevoli noti anche come virus) installati nel computer della vittima, riesce a modificare le informazioni contenute nei documenti pdf per dirottare bonifici e trasferimenti di denaro verso altri conti correnti.

Man in the mail: il pericolo arriva dalla posta elettronica

La rete ha ormai reso estremamente più veloce la trasmissione delle informazioni tra aziende e fornitori e la posta elettronica è uno dei canali di comunicazione maggiormente utilizzati. Aziende e liberi professionisti utilizzano le email per qualsiasi comunicazione in particolar modo per la trasmissione di dati sensibili e di altri importanti allegati.

Con il termine man in the mail viene indicata una truffa ai danni di aziende e privati condotta attraverso il controllo delle casella di posta elettronica da parte di cyber-criminali. L’obiettivo è quello di intercettare conversazioni, documenti, firme dei responsabili e addirittura lo stile di scrittura per sostituirsi alla vittima e agire per suo conto.

Tra i documenti trasmessi online con maggiore frequenza ci sono certamente le fatture di cortesia in formato pdf che al proprio interno contengono informazioni di grande valore per chiunque voglia guadagnare dei soldi in modo illecito. In questo caso la truffa, una delle più diffuse, viene messa in atto attraverso la modifica silenziosa del codice IBAN (uno dei dati tipici inseriti per esigenze di pagamento).

La dinamica è più semplice di quanto si pensi: un programma malevolo, installato sul computer all’insaputa della vittima, è in grado di leggere i documenti e di modificare selettivamente le informazioni più importanti come il codice IBAN. Una volta che il libero professionista o l’azienda di turno invia la fattura compromessa, il gioco è fatto e i clienti ignari di tutto completeranno l’opera effettuando il bonifico al conto corrente degli autori della truffa.

Il fattore umano: il punto debole nella sicurezza aziendale

Molto spesso si crede, sbagliando, che gli attacchi informatici dipendono dalla debolezza dei computer colpiti e da “buchi” nei software utilizzati. In realtà, sono le persone a essere maggiormente prese di mira con lo scopo di raccogliere informazioni strategiche per violare conti correnti e computer aziendali.

Per prevenire gli attacchi, quindi, la misura più utile è la formazione del personale e di tutte le persone che hanno accesso alle informazioni più importanti. Occorre istruire il personale sui comportamenti da adottare e le procedure da seguire. Con pochi accorgimenti è possibile, infatti, migliorare di molto il livello di sicurezza e prevenire gli attacchi più frequenti come ad esempio quelli che arrivano tramite la posta elettronica.

Come evitare le truffe con attacco “Man in the Mail”

Per prevenire azioni fraudolente come la truffa del cambio IBAN in fattura è possibile cominciare da alcune best practice molto semplici.

  • Se c’è un dubbio, contatta o telefona direttamente la persona interessata per verificare eventuali difformità relative al metodo di pagamento.
  • Utilizza password efficaci e sostituiscile di frequente, è fondamentale seguire questo consiglio per proteggere la posta elettronica da accessi indesiderati.
  • Proteggi la rete Wi-Fi con password e protocolli appropriati.
  • Attiva l’autenticazione a “due fattori” per gli accessi più importanti come servizi bancari online e posta elettronica.
  • Pianifica percorsi di formazione per i dipendenti con cadenza regolare. La rete è in continua evoluzione e le minacce cambiano molto di frequente con attacchi sempre più sofisticati. È molto importante lavorare in team per prevenire qualsiasi problema.
  • Aggiorna il sistema operativo per chiudere eventuali falle alla sicurezza.
  • Installa antivirus e antimalware e fai in modo che siano sempre aggiornati.

Cos’è il Green Pass, o Certificato Verde e come si richiede: Scopri cos’è il Green Pass, il certificato sanitario che permetterà gli spostamenti in Europa

L’Unione Europea e gli Stati membri sono al lavoro sul Green Pass, un certificato digitale di tipo sanitario con il quale le persone vaccinate contro il Covid-19 possono viaggiare senza restrizioni. Anche l’Italia sta mettendo a punto un pass verde nazionale, in attesa dell’entrata in vigore del nuovo modello UE unificato, come del resto stanno facendo altri Paesi come la Grecia e la Spagna. Ecco tutto quello che bisogna sapere sul Green Pass Covid, per capire come funziona, in che modo richiederlo e qual è la situazione in Europa.

Green Pass: cos’è e come funziona

Il Green Pass o Certificato Verde è un passaporto sanitario legato al SARS-CoV-2, un documento digitale e/o cartaceo con il quale è possibile viaggiare liberamente, sia all’interno dei confini nazionali sia in altri Paesi. Non si tratta di una novità assoluta, infatti nel mondo ci sono diversi Stati che utilizzano da tempo questo sistema, ad esempio per consentire l’ingresso soltanto alle persone vaccinate contro la febbre gialla. Questo strumento, infatti, aiuta nel contenimento delle pandemie, per limitare la diffusione di alcuni virus pericolosi.

All’interno del Green Pass europeo sono contenute una serie di informazioni sanitarie, affinché ogni persona sia in grado di provare le seguenti condizioni:

  • essere stato vaccinato contro il Covid-19;
  • aver ottenuto un risultato negativo dopo il test;
  • essere completamente guariti dopo il contagio dal SARS-CoV-2.

Ognuna di queste tre opzioni viene considerata idonea per viaggiare con il certificato verde senza limitazioni in tutti i Paesi dell’UE, perciò basta mostrare il Green Pass in caso di controlli di sicurezza per spostarsi anche per motivi di turismo. Il Green Pass è un documento gratuito, quindi non bisogna pagare nulla per la sua emissione, può essere in formato digitale e/o cartaceo ed è un certificato sicuro e protetto per garantire la privacy dei cittadini europei. Inoltre, deve essere disponibile sia nella propria lingua nazionale che in inglese, dotato anche di un codice QR per la scansione rapida delle informazioni attraverso appositi lettori o la fotocamera dello smartphone.

Il Green Pass Covid serve soprattutto per sostenere il turismo, un settore che sta attraversando una crisi durissima a causa delle restrizioni agli spostamenti introdotte con la pandemia di Coronavirus da marzo 2020. In questo modo viene consentito di viaggiare alle persone che hanno già avuto il virus e sono guarite, a chi dimostra di non essere positivo con un tampone dall’esito negativo, oppure a un numero in forte crescita di persone vaccinate. D’altronde, il comparto turistico è fondamentale per l’economia di molti Paesi, considerando il giro d’affari totale generato da tutto l’indotto, perciò è indispensabile rilanciare al più presto questo settore.

Il Green Pass in Italia: caratteristiche e quando arriva

In attesa del Certificato Verde digitale europeo, in arrivo entro giugno secondo le indicazioni della Commissione Europea, ogni Paese sta iniziano ad offrire la versione nazionale del passaporto vaccinale, più o meno allineato con il modello UE di riferimento a seconda dei casi. Il Green Pass in Italia sarà ispirato a quello comunitario, tuttavia sarà proposto innanzitutto in formato cartaceo per accelerare il processo, per poi allinearsi al pass digitale europeo non appena sarà pronta la nuova piattaforma UE, i cui test dovrebbero cominciare il 10 maggio.

Il pass verde nazionale è stato previsto con il decreto riaperture, in attesa delle indicazioni ufficiali del Ministero della Salute. Il documento avrà una durata di 6 mesi per chi è guarito dal Covid-19 o è stato vaccinato, terminando l’intero ciclo previsto per il tipo specifico di vaccino, mentre per chi ha effettuato il test rapido o molecolare la validità è di 48 ore dalla data del test. Con il Green Pass italiano è possibile spostarsi sul territorio nazionale, anche nelle zone arancioni e rosse, oppure viaggiare all’estero nei Paesi che riconoscono il pass nazionale.

Al momento è in vigore lo stato d’emergenza fino al 31 luglio 2021, con la possibilità di spostarsi all’interno delle zone gialle e arancioni per motivi di lavoro, di salute, oppure per trovare parenti e amici fino a un massimo di 4 persone, mentre nelle zone rosse non è possibile recarsi presso abitazioni private. Con il pass verde è invece consentita la libera circolazione, oltre ai motivi convenzionali per gli spostamenti in zona rossa e arancione. Tuttavia devono essere seguite le norme previste per la sicurezza sanitaria, tra cui indossare la mascherina e rispettare il distanziamento fisico, anche da parte delle persone in possesso del certificato verde.

Attualmente è in vigore l’obbligo di quarantena per chi rientra in Italia, con la proroga fino al 15 maggio prevista con l’ultima ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Questa misura non sarà rinnovata, quindi da metà maggio non sarà più necessaria la quarantena per gli italiani e i turisti stranieri che entrano nel nostro Paese, purché in possesso di un Green Pass riconosciuto. Al momento dovrebbero essere accettati i certificati vaccinali realizzati sul modello europeo, compresi quelli degli Stati Uniti e di Israele, considerati Paesi sicuri a fronte dello stato avanzato della campagna di vaccinazione.

Green Pass: come richiederlo e quali informazioni contiene

Il pass vaccinale nazionale si può richiedere in diverse modalità a seconda del tipo di certificazione, con procedimenti differenti previsti per il certificato verde per la vaccinazione, la guarigione dal SARS-CoV-2 e il test negativo.

Pass verde per vaccinazione contro il Covid-19

Tutte le persone protette dal Covid-19, ovvero che hanno concluso il ciclo di vaccinazione previsto in base al tipo di vaccino (AstraZeneca, Moderna, Pfizer-BioNTech, Johnson&Johnson), possono richiedere il certificato verde al termine del processo di immunizzazione. Le informazioni sono inserite automaticamente nel fascicolo sanitario elettronico, uno strumento digitale gestito dalle Regioni nel quale sono contenuti tutti i principali dati sanitari di ogni cittadino italiano. Chi lo desidera può richiedere alla struttura sanitaria che ha somministrato il vaccino il rilascio di un apposito documento, un attestato con il quale provare l’immunizzazione.

Nel certificato verde per vaccinazione devono essere riportate una serie di informazioni, tra cui il proprio nome e cognome, la data di nascita, l’indicazione che il trattamento è stato realizzato per il SARS-CoV-2 e i dettagli sul vaccino utilizzato. In particolare, deve essere specificato il tipo di vaccino somministrato, i riferimenti dell’azienda che ha prodotto e immesso il vaccino sul mercato e il numero di dosi da effettuare. Dopodiché, è necessario che il certificato mostri che le dose previste sono state realizzate, la data dell’ultima somministrazione, il Paese in cui è stata fatta la vaccinazione e le informazioni sulla struttura presso la quale è stato effettuato il vaccino.

Pass verde per guarigione dopo contagio da Covid-19

La seconda opzione per ottenere il certificato verde è la guarigione dopo il contagio da Covid-19, infatti secondo le autorità sanitarie una persona viene considerata non a rischio per i sei mesi successi. In questo caso, in assenza di ricovero ospedaliero il Green Pass deve essere richiesto presso il proprio medico di famiglia, oppure dal pediatra per i bambini, altrimenti bisogna rivolgersi alla struttura ospedaliera. Ovviamente è necessario realizzare eventuali test per il SARS-CoV-2 se richiesto, inoltre in caso di esito positivo durante i sei mesi di validità il pass nazionale decade immediatamente.

Il certificato verde per la guarigione dal Covid-19 deve contenere alcune informazioni indispensabili, come il proprio nome e cognome, lo Stato europeo di residenza o quello in cui è stata rilevata la guarigione. Inoltre deve indicare la data in cui è stata individuata la positività al virus, il tipo di test utilizzato e i dati inerenti il successivo esame di controllo con esito negativo. Questo pass deve mostrare tra le informazioni anche qual è la struttura o il professionista sanitario che ha certificato la guarigione del paziente, la validità del certificato e un numero identificativo del Green Pass.

Pass verde per test con esito negativo

La terza soluzione prevista dalle norme è la richiesta di un Green Pass in caso di esito negativo dopo un test molecolare o antigenico rapido, mentre non sono ammessi per il momento i test sierologici. Questa modalità ha una durata limitata di appena 48 ore, infatti viene utilizzata, per gli spostamenti nazionali e internazionali laddove consentiti, dalle persone che non sono state contagiate dal SARS-CoV-2 e non hanno ancora ricevuto il vaccino. Il rilascio avviene da parte della struttura che effettua il test, con la possibilità di rivolgersi sia a quelle pubbliche sia a quelle private, comprese le farmacie, i pediatri e i medici di famiglia.

Anche nel pass per test anti-Covid-19 negativo devono essere presenti delle informazioni specifiche, tra cui i propri dati anagrafici, l’indicazione che l’esame è stato effettuato per il SARS-CoV-2, il tipo di test realizzato e l’azienda che lo ha prodotto. Inoltre devono essere riportati i dati della struttura presso la quale è stato realizzato il test e dell’impresa che ha elaborato i risultati, con la data e l’ora in cui sono avvenute queste operazioni. Per viaggiare all’estero, laddove permesso, è indispensabile che questo certificato sia rilasciato in inglese, altrimenti alcuni Paesi consentono di fare il test in loco ma è necessario osservare un periodo di quarantena in attesa del risultato.